8 novembre 2009

Incontro conclusivo con Magdi Cristiano Allam

Incontro conclusivo con Magdi Cristiano Allam

L’incontro, che ha concluso nel pomeriggio il nostro XIX Convegno, è stato quello con Magdi Cristiano Allam, giornalista di fama internazionale, ora deputato al Parlamento Europeo, convertitosi dall’islamismo al Cristianesimo e battezzato da Papa Benedetto XVI nella notte di Pasqua del 22 marzo 2008. Da diversi anni, vive sotto continue minacce di morte da parte dei terroristi islamici, a causa della sua inesausta e chiara testimonianza alla Verità e per il suo rifiuto di ogni “opportuno” compromesso.
Magdi Cristiano ha aperto il suo intervento con uno struggente ringraziamento a Nicolino Pompei, nostro fondatore, che lui stesso ha definito “autentico testimone di fede capace di rivivificare la presenza di Gesù”, al pari di quelli che hanno segnato la sua vita, fino alla scelta della conversione.
Il richiamo alla ragione e al fatto che il rapporto con Cristo sia fonte di vera conoscenza sono stati i cardini di tutto l’incontro. Magdi Cristiano ci ha lucidamente riaffermato come solo nel Cristianesimo si realizzi la necessaria continuità tra la ragione, la fede e i valori fondamentali non negoziabili che fanno parte della legge di natura, iscritta nel cuore di ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale. Ci ha inoltre esortato ad essere a nostra volta testimoni indomiti del vero, fieri della nostra identità cristiana contro ogni relativismo, che è di fatto “rinuncia all’uso della ragione” e causa del dilagante nichilismo che ammala l’uomo dei nostri giorni.
Ha chiuso il Convegno la nostra Daniela Urbinati che ha portato la sua testimonianza sottolineando particolarmente l’evidenza del fatto che ciascun uomo porta in sé un criterio di giudizio infallibile, oggettivo, connaturato in noi e che precede e procede con noi nell’esperienza di tutto ciò che viviamo: il cuore.
“Il cuore, – scrive Nicolino Pompei – proprio perchè originalmente costituito e tutto determinato dall’assoluta esigenza di Totalità, di Infinito e dalla sua ineludibile pretesa di felicità, mostra sempre l’assoluto valore, la verità e la corrispondenza piena di ciò che stiamo sperimentando e di quello che gli stiamo dando (…). Ed è proprio la ragione che la sorprende e la riconosce come evidenza. Nell’incontro con la presenza di Cristo, quando la vita si trova tutta afferrata, presa, attraversata dalla Sua Presenza, se siamo elementarmente e lealmente aperti a ciò che originalmente siamo e attendiamo, non possiamo che riconoscere l’avvenimento di una sorprendente e inimmaginabile corrispondenza. Una corrispondenza che ci fa trovare un inevitabile giudizio anche su tutto quello in cui irrazionalmente, supinamente e forzatamente, abbiamo preteso di soddisfare la vita”.

Colmi di gioia e gratitudine, rendiamo lode al Signore per la sovrabbondanza di fede, speranza e carità che ci ha concesso di vivere in questo diciannovesimo Convegno e chiediamo a Lui che la Grazia di questi giorni in noi non sia vana e continui ad estendersi a tutti i giorni della nostra vita.

Concludiamo con lo stesso canto Mostraci Gesù con cui abbiamo chiuso il nostro XIX Convegno.

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